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Il ciottolo del fiume Piave è un prodotto del trasporto alluvionale di rocce sedimentarie disgregate. Tali rocce derivano principalmente da antiche scogliere di origine marina (come tutto l’arco alpino europeo) e da rocce successivamente sedimentate in ambiente lacustre in seguito al ritiro delle acque e l’innalzamento dei massicci alpini.
I banchi di roccia dolomitica da cui traggono origine sono formati da calcari e dolomie, a cui si aggiungono arenarie e tracce di depositi morenici di altra natura (ad esempio porfidi, graniti, rocce metamorfiche). Il mix di rocce deriva dalla natura particolarmente “instabile” delle zone alpine dell’Italia nord-orientale, ove gli strati deposizionali si sono molto spesso mescolati per fenomeni di orogenesi (modifiche della crosta dovute a pressioni interne; principalmente disgregazione), morenici (arrivate a valle per il trasporto in ere antiche dei ghiacciai alpini e subalpini) e alluvionali (sia fluviali che marini).
I colori sono vari e sono dovuti alla presenza di composti chimici e/o organici di varia natura all’interno delle rocce. Indicativamente si può dire che:
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a colori corrispondono
grigi chiaro /medio calcare e dolomia naturali
beige e marrone arenarie naturali
rosso / arancio ossidi di ferro
verde / rosso violaceo / nero componenti feldspatiche |
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Il ciottolo ha forme diverse, tutte più o meno arrotondate. Di solito i sassi più rotondi sono i più erosi e quindi equivalgono a un trasporto più lungo: di norma sono anche i più antichi (i primi ad essere trasportati).
Anche le dimensioni sono molto diverse, perché l’antica disgregazione ha dato origine a frammenti di differenti misure e inoltre l’erosione dovuta al rotolamento dei ciottoli ne diminuisce la dimensione. |
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